Il nome della vendetta

Nel 1921, in una riunione svoltasi a Versailles, Keynes si oppose aspramente alla decisione, voluta principalmente dalla Francia, di sanzionare la perdente Germania già ridotta allo stremo.
Le onseguenze sono state probabilmente la principale ragione dell’avvio della seonda guerra m8ndiale.

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Nel recente “monito degli economisti” pubblicato sul Financial Times, veniva richiamata la profezia che Keynes consegnò nel suo Le conseguenze economiche della pace. Allora – eravamo all’indomani della prima guerra mondiale – le potenze vincitrici imposero alla Germania pesantissimi risarcimenti. Secondo Keynes questa tenacia nel voler umiliare i tedeschi avrebbe prodotto quei risentimenti che poi favoriranno l’ascesa del Nazismo: «Se diamo per scontata la convinzione che la Germania debba esser tenuta in miseria, i suoi figli rimanere nella fame e nell’indigenza […], se miriamo deliberatamente alla umiliazione dell’Europa centrale, oso farmi profeta, la vendetta non tarderà».

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La diseguaglianza fa male all’economia. Uno studio del FMI smonta un altro mito

FMI.
CAPITALISMO E DEMOCRAZIA
LA NECESSARIA REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE

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the_abyss_of_inequality_307515 di Nicola Melloni per Keynes blog

Nei giorni scorsi il Fondo Monetario Internazionale (IMF) ha pubblicato uno studio interessante, effettuato da Ostry, Berg e Tsangaridesi, che smentisce in maniera cauta, ma chiara, molti dei luoghi comuni riguardo gli effetti sulla crescita di diseguaglianza e politiche redistributive.

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