Obama, Abe, Roosevelt: ecco perché aumentare i salari combatte la recessione

Gli 80 euro. Perché.

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wagesRiprendendo la lezione della Grande Depressione, Obama e Shinzo Abe cercano di innalzare la domanda aggregata e l’inflazione attraverso l’incremento dei salari. Ecco perché può funzionare.

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Traffico di laureandi in Romania per il conseguimento del titolo di avvocato. Serve una riforma dell’avvocatura? Di la tua

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Perché la flessibilità non riduce la disoccupazione

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Schermata del 2014-05-15 23:20:42 Riccardo Realfonzo e Guido Tortorella Esposito da Economiaepolitica.it

L’effetto sociale più grave della crisi economica scoppiata alla fine del 2007 è l’impennata della disoccupazione. In Italia i senza lavoro sono più che raddoppiati rispetto al 2007 e oggi superano i 3,2 milioni. Anche nel 2014 la disoccupazione continuerà ad aumentare: secondo le previsioni del governo il tasso di disoccupazione a fine anno giungerà al 12,8%, contro il 6,1% del 2007. Non si tratta di uno scenario solo italiano, dal momento che nell’Eurozona si muovono oggi 19 milioni di disoccupati, ben 7 milioni in più rispetto al 2007, e alcuni paesi – come la Grecia e la Spagna – hanno visto addirittura triplicare la disoccupazione.

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Le vere cause del debito pubblico italiano

Osservazioni sul debito, sopratutto sugli interessi.

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Dal 1981 la Banca d’Italia, per decisione di Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi, ha smesso di monetizzare il debito pubblico che è schizzato alle stelle. Una storia che si è ripetuta, amplificata, con l’Euro e la BCE.

di Domenico Moro da Pubblico 

In questi giorni la stampa tedesca ha attaccato con forza Draghi. Sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Holger Steltzner, lo ha accusato di voler trasferire alla Bce i metodi della Banca d’Italia. Questa sarebbe al servizio dello Stato, di cui alimenterebbe le casse. Se ora la Bce finanziasse i debiti statali acquistandone i titoli, scatenerebbe l’inflazione e aggraverebbe la crisi dell’eurozona.

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La Teoria delle Aree Valutarie Ottimali non spiega la crisi dell’euro [PDF]

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Il peccato “originale” dell’euro non pare trovare adeguata spiegazione in una delle teorie che oggi sembra andare molto di moda a seguito della crisi della moneta unica. Una disamina critica della teoria delle “aree valutarie ottimali” porta a concludere che i “criteri” da essa enunciati sono contraddittori ai fini di illustrare le criticità dell’euro, mentre le sue conclusioni di politica economica sono controproducenti economicamente e socialmente insostenibili. Ciò che rende stabile un’area valutaria è, in ultima analisi, lo Stato.

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Il nome della vendetta

Nel 1921, in una riunione svoltasi a Versailles, Keynes si oppose aspramente alla decisione, voluta principalmente dalla Francia, di sanzionare la perdente Germania già ridotta allo stremo.
Le onseguenze sono state probabilmente la principale ragione dell’avvio della seonda guerra m8ndiale.

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Nel recente “monito degli economisti” pubblicato sul Financial Times, veniva richiamata la profezia che Keynes consegnò nel suo Le conseguenze economiche della pace. Allora – eravamo all’indomani della prima guerra mondiale – le potenze vincitrici imposero alla Germania pesantissimi risarcimenti. Secondo Keynes questa tenacia nel voler umiliare i tedeschi avrebbe prodotto quei risentimenti che poi favoriranno l’ascesa del Nazismo: «Se diamo per scontata la convinzione che la Germania debba esser tenuta in miseria, i suoi figli rimanere nella fame e nell’indigenza […], se miriamo deliberatamente alla umiliazione dell’Europa centrale, oso farmi profeta, la vendetta non tarderà».

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